//Neuroni Specchio: esperienza e apprendimento

Neuroni Specchio: esperienza e apprendimento

Specchio specchio delle mie brame…

E se lo specchio fosse nel nostro cervello?

A metà degli anni ’90 il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti scoprì un particolare tipo di neuroni sensomotori che si attivano quando un individuo compie un’azione ma anche e soprattutto quando la osserva mentre è compiuta da altri.

Difatti, quando guardiamo una persona, i nostri neuroni rispecchiano letteralmente ciò che avviene nella mente del soggetto che osservano come se fossimo noi stessi a compiere l’azione.

Tale fenomeno viene chiamato EFFETTO MIRROR, “Effetto Specchio”.

Questa scoperta ha apportato un notevole contributo alla spiegazione di alcune dinamiche alla base del comportamento sia sociale che agonistico, in quanto questo particolare “Effetto” può essere utilizzato a potenziamento delle tecniche di preparazione mentale in tutte le discipline sportive.

È ormai chiaro che il futuro dell’allenamento sarà sempre di più un futuro improntato all’allenamento mentale.

Ma come fare della propria mente un alleato eccellente?

Partiamo con il prendere in esempio l’apprendimento esperienziale.

Esso consiste nella nostra capacità di imparare tramite l’esperienza, positiva o negativa che sia.

Questo tipo di apprendimento può essere fondamentale per l’allenatore che sta perfezionando la tecnica di un atleta: i neuroni che si attivano quando si compie un’azione o quando essa viene svolta da altri, sono infatti importanti nello studio o nella correzione di un gesto tecnico, sia che il soggetto lo veda con i suoi occhi sia che lo immagini semplicemente.

All’allenamento esperienziale possiamo qui affiancare i sensation seekers, “cacciatori di sensazioni”.

Coloro che della propria esperienza e sensazione di adrenalina ne fanno un bisogno.

La necessità di emozioni forti porta lo sportivo a tendere – dal punto di vista dell’allenamento mentale – a quelle che sono le sue sensazioni, facendo dell’esperienza il suo maestro con la sfera emozionale a far da leva per dare il massimo.

Strettamente connesso è l’allenamento ideomotorio, grazie al quale le persone – visualizzando un’attività motoria – attivano il proprio sistema nervoso periferico che aziona gli stessi gruppi muscolari attivati se stesse effettuando realmente il movimento visualizzato.

La visualizzazione ha un peso preponderante sull’allenamento perché permette di imparare a sfruttare maggiormente il potere della mente (noi ne usiamo solo l’8%).

I campioni sono perciò coloro vanno oltre la “normalità” degli sportivi.

Al giorno d’oggi tutti cercano di superare chiunque altro, ma l’allenamento fisico ormai ha dato a tutti ciò che poteva offrire, lasciando spazio a un’altra importante componente.

C’è l’esigenza ora di intervenire su quello che è l’allenamento mentale, la visualizzazione, cercando di dare ai neuroni quella particolarità in grado di essere realmente decisivi.

Una riproduzione del gesto atletico può quindi fare la differenza se allenata nel tempo.

E tu che aspetti?

Fai della tua mente l’alleato numero 1.

2018-05-03T14:42:22+00:00 Maggio 3rd, 2018|Vita da allenatore|1 Comment

One Comment

  1. jimmi Luglio 27, 2018 at 11:49 am - Reply

    Ho avuto l’occasione di incontrare rizzolati, bellissima esperienza 🙂

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