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La Rochelle (FR). Terzo test in acque aperte

5o giorni ci dividono dalla sfida. Tutto sta procedendo nella giusta direzione ma il traguardo è sempre più in salita e servono test in cui il limite si riduce ad una semplice tappa intermedia.

La Rochelle è un città costiera del sud-ovest della Francia, celebre per il porto vecchio, le dimore medioevali e l’architettura rinascimentale. Questa città di circa 80.000 abitanti affacciata sull’oceano Atlantico, in cui tutto gira intorno alla vela, ci offre le condizioni perfette per il terzo test in acque aperte.

Nelle ultime due settimane la temperatura dell’acqua è stata di circa 17°C, all’interno di una baia protetta dalla Île de Ré e dalla Île d’Oléron. Qui le acque atlantiche si ammorbidiscono un po’ prima di bagnare le spiagge francesi, offrendomi così un campo d’allenamento perfetto. Sabato 23 giugno il team formato da Matteo Lugo, direttore tecnico Gestisport, Marcello Vendramin, direttore scientifico FreeLifenergy e Gabriele Poli, responsabile Marketing e Comunicazione iCom si radunano in Malpensa in tarda mattinata per partire alla volta di Bordeaux.

I test precedenti sono andati molto bene e ci hanno permesso di raccogliere una notevole quantità di dati, sia sulla componente atletico-mentale che sugli aspetti logistico-organizzativi. Siamo un ottimo team, e questo mi infonde fiducia.

Ho una predisposizione innata al superamento del limite, e vedremo cosa succederà questa volta.

Data Luogo Km e tempo obiettivo Km e tempo effettivo
14/05 Imperia 4km – 1 ora 4km – 1 ora
28/05 Bergeggi 8km – 2 ore 9km – 2h23″
24/06 La Rochelle 16km – 4 ore ?

Come da consuetudine la cena diventa il momento del briefing, in cui tutto viene preparato al dettaglio:

  1. Sveglia ore 5.45 e colazione a base di riso (la pasta è un miraggio…)
  2. Integratori FreeLifenergy e preparazione muscolare secondo la tabella di Riccardo Pezzotta
  3. Ingresso in acqua per le 8.30 circa
  4. Rifornimenti ogni 20min nella parte iniziale e ogni 15min nella seconda parte. Sarò io a dettare le tempistiche, in base anche alle mie sensazioni
  5. Barca sempre alla mia destra, a simulare la situazione che troveremo nella Manica
  6. Nuotare sempre a favore di corrente, e l’abilità dello skipper è determinante
  7. Ricordarsi dei consigli dell’ipnologo Jimmi Fascina e utilizzare una melodia ripetiva come mantra per occupare l’emisfero sinistro del cervello e aumentare così la mia concentrazione
  8. Utilizzare poco le gambe, che determinano un eccessivo dispendio di energie (Matteo docet)
  9. Documentare tutto senza sosta, e qui ci pensa Gabriele Poli con professionalità e discrezione
  10. Dimenticarsi che esistono dei limiti e pensare solo a nuotare

08.30 sono in acqua. Sto bene e di fronte a me ci sono 16 km. So già che ne voglio di più, e come sempre lo sa anche Matteo.

La nuotata è fluida e nella prima ora tengo i tempi del rifornimenti più lunghi, forse perchè avverto la sazietà del riso e quindi è sufficiente integrare solo liquidi. Questa è una fase importante dal punto di vista mentale in cui devi “assaggiare” l’acqua, ascoltare il tuo corpo e misurare lo sforzo. Esaurire energie inutilmente può costare caro. La temperatura dell’acqua? E’ l’ultimo dei miei problemi, ho un ottimo livello di sopportazione delle basse temperature

(dal 1°km al 8,5km / 0h00′ – 2h00′)
Frequenza: 27 bracciate/min
Andatura: 1’20″/100mt

Nelle successive due ore la temperatura dell’acqua si alza di quasi 1°C, i rifornimenti restano sui 15′ e assesto la nuotata cercando di bilanciare la mia spinta con il favore della corrente. Poco dopo la metà accuso un momento di calo, niente di muscolare, probabilmente è solo una questione mentale o forse il cambio nelle tempistiche dei rifornimenti. Ritrovo il ritmo giusto, mantengo una regolarità dell’andatura livellando le mie frequenze. Mi permette di risparmiare qualcosa. Nella mia testa? Fresh dei Cool and the Gang

(dal 8,5km al 13km / 2h00′ – 3h00′)
Frequenza: 29 bracciate/min
Andatura: 1’24″/100mt

Dalla 3° ora, in cui siamo poco sotto i 14 km, sono consapevole che il target 16km sarà solo un intermedio. Mi rendo conto che sto bene fisicamente e ancora meglio mentalmente. A questo stato di flow si aggiunge l’abilità dello skipper che riesce a trovare una corrente particolarmente favorevole. Faccio tempi da piscina, sono quasi imbarazzato e penso stia diventando un allenamento inutile ma in fondo la Manica sarà anche questo. Spingere, resistere, perseverare e saper sfruttare ciò che il mare deciderà di metterci a disposizione. Solo così andrò oltre i miei limiti. Solo così arriverà il record italiano.

(dal 13km al 16km / 3h00′ – 3h30′)
Frequenza: 29 bracciate/min
Andatura: 1’15″/100mt

(dal 16km al 23km / 3h30′ – 5h00′)
Frequenza: 28 bracciate/min
Andatura: 1’12″/100mt

Dati andatura, frequenza e velocità del test di La Rochelle

Si dice che chi comincia è a metà dell’opera. Di sicuro non abbiamo iniziato oggi, ma per compiere l’opera oggi abbiamo superato ampiamente la metà. Un grazie enorme al mio Staff, ai miei sponsor, a chi fa il tifo per me e soprattutto a tutti quelli che trovano sempre il tempo di seguire le mie dirette Facebook.

A proposito, volete sapere quando sarà la prossima diretta-nuoto? Martedì 10, Genova, con due ospiti speciali.

Continuate a seguirmi..

2018-07-07T21:15:26+00:00 luglio 7th, 2018|La Traversata, News|1 Comment

One Comment

  1. jimmi luglio 27, 2018 at 12:09 pm - Reply

    Peccato non esserci stato, ma ero lì con il cuore, complimenti andrea e complimenti ragazzi 🙂

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