//FUOCO DENTRO: quanto arde la tua anima vincente?

FUOCO DENTRO: quanto arde la tua anima vincente?

Dobbiamo avere un fuoco dentro che deve bruciare, un fuoco che ci stimoli e ci spinga a superare tutti gli ostacoli che possiamo incontrare lungo la nostra strada

questo dice Antonio Conte alla vigilia delle partite importanti.

La differenza tra un normale atleta e un campione è allora presto detta…

Il FUOCO DENTRO.

Ci sono due tipologie di sportivi: quelli che subiscono la competizione e quelli che dominano la gara.

Quest’ultima caratteristica è innata, ma allenabile grazie all’aiuto di un buon Coach: tutto dipende da quanto siamo disposti a metterci in gioco per raggiungere l’obiettivo.

Per un traguardo prestigioso sono due gli ingredienti immancabili: il carisma dell’allenatore e il fuoco dell’atleta.

Insieme, si crea quel binomio indissolubile che facilita la grande prestazione.

Nello sport come nella vita, per essere i migliori bisogna essere disposti a fare cose incredibili.

Bisogna riuscire a fare cose che gli altri non fanno, solo così nasce la consapevolezza di essere “invincibili”.

Sia ieri quando nuotavo sia oggi nella vita di tutti i giorni da allenatore, ritengo che la differenza tra la vittoria e la sconfitta sia la possibilità di avere qualcosa che ti bruci dentro. Qualcosa che ti crei una magnifica ossessione e che ti porti a superare i tuoi limiti con leggerezza, richiamando sempre al proprio obiettivo.

Più pensiamo a questo obiettivo, più esso alimenta il fuoco che ci permette distinguerci dagli altri.

Cercare di superarci non è facile.

Oggi siamo tutti un po’ imprigionati in quella che è la cultura della comodità, non si riesce più come una volta ad andare oltre proprio perché siamo convinti che basti fare il minimo indispensabile per essere vincenti. Ma non è così.

Pensiamo all’addestramento dei Navy Seals, persone che ho sempre ritenuto le più capaci di spingersi oltre proprio per il loro durissimo lavoro quotidiano. Il loro obiettivo? Guadagnarsi la qualifica.

Avere fuoco dentro significa mirare quindi a quel qualcosa in più, che fa luce su di noi come un’ardente torcia.

Io personalmente ho sempre avuto questo fuoco, capace di mettermi in simbiosi proprio con la Torcia Olimpica: la possibilità di raggiungere le Olimpiadi per me era quel qualcosa che dava un senso alla mia vita, e mi portava sin da piccolo a focalizzarmi su tale competizione.

Mettersi in mostra con noi stessi ci spinge sempre più oltre, ci fa spingere sull’acceleratore della nostra vita.

Questo però da solo non basta: ci vuole la guida di un allenatore carismatico, che possa indirizzare e a volte anche guidare quella che è la nostra macchina lanciata ad una folle velocità.

E senza mani sul volante, come arriveremmo a destinazione?

2018-04-11T09:54:36+00:00 Aprile 10th, 2018|Vita da allenatore|1 Comment

One Comment

  1. jimmi Luglio 27, 2018 at 11:41 am - Reply

    Bellissima metafora, quella del fuoco interiore.
    Una volta acceso il fuoco bisogna anche mantenerlo, ecco che il protocollo dalla gara perfetta e l’uso dell’ipnosi aiutano a mantenere ed alimentare quel fuoco nel tempo 🙂

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