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Fallimento e Resilienza

È possibile ripartire da zero dopo una delusione?

Ciò che sicuramente non è possibile è cancellare il passato o ipotecare il futuro.

La vita non può essere imprigionata al nostro volere, ai nostri desideri, alle nostre certezze…

Ma se capiamo che è proprio questo il bello, camminare in perenne equilibrio su un filo di lana legato a noi dalla nascita, è lì che impariamo a sognare.

Chi di noi non ha dovuto affrontare un momento duro o una sconfitta?

In quegli attimi infiniti di percezione dolorosa, tutto sembra scorrere senza il nostro volere, e anche quel filo di lana così forte si tende a dismisura verso la voglia di abbandonare ogni cosa.

È vero, ci sono situazioni e fatti che possono farci cadere e catapultare in una realtà irreale, difficile da vivere e ancora più dura da superare.

Posso portare il mio esempio: in età adolescenziale è venuto a mancare il mio punto di riferimento, mio Padre, il che ha segnato profondamente la mia esistenza; ma il tempo è maestro e rimargina tutte le ferite.

In me era presente non solo il dolore ma anche un profondo desiderio di rinascere, come la fenice, dalle mie stesse ceneri.

Ho intrapreso perciò un percorso di resilienza.

In psicologia la parola resilienza è la capacità di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne trasformato e rinforzato.

È un modo per “ricostruirsi” restando sensibili alle opportunità positive.

Persona resiliente è colui che ha avuto uno sviluppo psico-affettivo e psico-cognitivo sufficientemente integrati sostenuti dall’esperienza.

Quindi, possiamo dedurre che la resilienza è un’arma che chiunque di noi possiede.

Ma com’è possibile che alcuni di noi riescano a superare il proprio trauma e altri no?

Per superare le proprie tragedie occorre lo sviluppo della forza e della fiducia in sé stessi per non sentirsi più vittime del proprio passato, vivendo il presente.

Eppure la resilienza non è innata!

Ci serve un aiuto esterno che può assumere varie forme: la scrittura, la lettura, la comunicazione e il coaching.

Anche nello sport, può capitare che un atleta incontri delle difficoltà nel raggiungere i propri obiettivi sportivi e da questi ne derivi una percezione di sconfitta personale.

Dunque anche la sconfitta fa parte dei traumi e delle difficoltà che dobbiamo cercare di superare.

Se vogliamo vederla sotto un altro punto di vista, le sconfitte fanno parte della nostra vita che lo vogliamo o meno: ci richiamano all’ordine, ci fanno riflettere, trovare il punto debole e comprendere.

Solo così possiamo elaborare, rinnovare i nostri obiettivi e rendere più forti le nostre motivazioni.

Di nuovo, è un po’ come rinascere e i sogni sono quelle salite interiori da scalare, proprio verso la rinascita.

La sconfitta aiuta a rialzarsi con più convinzione.

È fondamentale – tuttavia – il ruolo della nostra mente: la lettura cognitiva dei nostri comportamenti, la resilienza appunto, fanno di noi delle persone in grado di ricominciare.

Prendiamo spunto da chi ci circonda, prendiamo la forza da chi ci sta accanto, ma soprattutto guardiamoci dentro, e ricordiamoci che “un singolo momento può cambiare la nostra vita”.

2018-04-20T16:12:15+00:00 Aprile 20th, 2018|Oriana's Life, Vita da allenatore|1 Comment

One Comment

  1. jimmi Luglio 27, 2018 at 11:46 am - Reply

    La capacità di rialzarci distingue i campioni da quelli che non lo sono.

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