/, Oriana's Life/Cinzia e Camilla: le due donne della mia vita

Cinzia e Camilla: le due donne della mia vita

Avete ormai conosciuto quasi tutti i membri del mio team, ma vi è ancora un particolare personaggio di cui non ho parlato.
Un personaggio presente nella mia vita da nuotatore, ma anche nella mia vita da uomo, padre e marito: Cinzia Isella, mia moglie.

Cinzia ha 32 anni, quindi abbiamo quasi 12 anni di differenza, ma sebbene all’inizio questo potesse sembrare un problema, il divario poi è andato assottigliandosi.

Soprattutto dopo la nascita della nostra bambina Camilla, dato che Cinzia si è resa conto che molto spesso – da uomo quale sono – riesco ad essere anche più “bambino” di lei.

Ho conosciuto Andrea 11 anni fa. Avevo appena finito di studiare come estetista e avevo trovato lavoro in un centro estetico di Lecco. Quel fatidico pomeriggio nel quale Andrea è venuto a fare una ceretta prima di una gara, io non avrei dovuto essere neanche lì ma una mia collega è stata male e l’ho sostituita all’ultimo minuto. Abbiamo parlato del più e del meno quando, al momento di pagare, Andrea mi lasciò il suo numero, dicendomi che gli avrebbe fatto piacere se avessi mai avuto voglia di sentirlo.
Ecco, sebbene io non creda nel destino, quel giorno un insieme di circostanze ci fecero incontrare ed io non potei far altro che seguirle.

“Sfacciato” commenterete voi. Be’, se non avessi trovato il coraggio di osare, oggi non avrei al mio fianco una grande donna e una fantastica bambina a guidarmi.
Perché come ho detto in numerose interviste, Cinzia è la mia guida: è merito suo se ho veramente deciso di tuffarmi in questa sfida. Mi ha incentivato in un periodo in cui avevo realmente perso ogni stimolo, mi sentivo appesantito, fermo, come non lo ero mai stato. Ed essendo una persona che se viene premuta sui tasti giusti infine reagisce, io ho potuto farlo soprattutto con il suo supporto.

Andrea è un sognatore, e questa è stata la prima cosa che caratterialmente mi è piaciuta di lui. Io sono una con i piedi per terra, è vero, ma proprio per questo ci compariamo. Io penso all’adesso, lui pensa al dopo.  Non l’ho mai visto lasciarsi buttare a terra da nulla: lui è uno che sogna, ride, e nostra figlia ha preso il suo stesso carattere.

Sì, Camilla è molto simile a me, ma nel momento in cui l’idea di compiere la Traversata della Manica è diventata realtà, i pareri delle mie due donne erano inizialmente contrastanti.

Quando Andrea mi ha comunicato la sua decisione, mi sono presa un attimo per riflettere, Camilla invece era terrorizzata. Ha detto più volte a suo padre di non farlo, le faceva paura l’idea che stesse in un’acqua così fredda per così a lungo. Io, dal canto mio, ho letto la tenacia nei suoi occhi e la tranquillità nel suo stato d’animo, e da quel momento non ho più avuto preoccupazioni. Certo, passare tante domeniche da sola mentre lui è a fare test e allenamenti è un po’ pesante, ma come io amo la libertà e i miei spazi e desidero che nessuno mi metta i bastoni tra le ruote, è giusto che Andrea riceva lo stesso “trattamento”. Per quanto riguarda la nostra bambina, la situazione è cambiata poi con il passare del tempo. Le abbiamo sempre spiegato tutto, sin da subito, e seguendo in diretta tutti i suoi test, adesso lei è diventata la prima in assoluto a fare il tifo per lui. È orgogliosa, felice e fiera del suo papà.

Cinzia e Camilla verranno a Dover con me e alcuni amici, e mia moglie salirà sulla barca per completare così il mio fantastico team. In una situazione in cui la solitudine regnerà sovrana, sapere di avere lì con me le persone più importanti per me sarà fondamentale.
Fare il mental coach con gli altri piuttosto che con sé stessi è ovviamente più facile, ogni tanto ci provo anche a casa ma con una mi riesce meglio dell’altra.

Andrea è un ottimo mental coach al lavoro e a volte ha le sue soddisfazioni anche a casa. Con Camilla è infatti molto bravo, sa sempre come prenderla, mentre con me fa più fatica. Io sono restia o come dice lui: “una peperina”. Eppure, lui non è da meno: se sente il nostro appoggio, non lo ferma nessuno.
So che sta puntando al record, ma sono convinta che la vivrà bene. È il suo sogno, sarà un traguardo raggiunto, comunque andrà.

Cinzia ha ragione, non permetto a nulla di buttarmi giù, e anche se non dovessi riuscire a battere il record italiano di Traversata… arrivare a Calais sarà comunque il coronamento di un grande sogno.

E soprattutto la dimostrazione – per me e per tutti noi – che se vuoi, puoi farlo.

2018-08-07T08:09:58+00:00 agosto 6th, 2018|La Traversata, Oriana's Life|1 Comment

One Comment

  1. jimmi agosto 14, 2018 at 11:05 am - Reply

    è bello avervi nel team

Leave A Comment